Con DECRETO 7 agosto 2025, rubricato "Definizione di forme, contenuti, termini e modalità per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli enti del terzo settore" il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali contribuisce con un ulteriore importante tassello della c.d. Riforma del Terzo Settore.

Il Decreto in commento, consultabile sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale N° 214 del 15 settembre 2025, offre questi sintetici spunti di presentazione:

Finalità e Ambito di Applicazione

Il decreto definisce in modo organico le forme, i contenuti, i termini e le modalità per l'esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli ETS iscritti nelle sezioni a), b), c), e) e g) del RUNTS. Il sistema si fonda su tre pilastri fondamentali: accertare la sussistenza e permanenza dei requisiti necessari all'iscrizione, verificare il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale, e controllare l'adempimento degli obblighi derivanti dall'iscrizione nel registro.

Sistema Duale di Controlli

Il decreto introduce una distinzione chiara tra controlli ordinari e straordinari. I controlli ordinari, programmati con cadenza triennale, rappresentano il cuore del sistema di vigilanza e sono finalizzati alla revisione periodica prevista dall'articolo 51 del Codice del Terzo Settore. I controlli straordinari, invece, sono disposti dagli Uffici del RUNTS in presenza di specifiche esigenze di approfondimento o su segnalazione di altre amministrazioni.

Soggetti Autorizzati e Autocontrollo

Una delle innovazioni più significative riguarda l'autorizzazione delle Reti Associative Nazionali (RAN) e dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) allo svolgimento dei controlli ordinari sugli enti ad essi aderenti. Questo modello di autocontrollo, previsto dall'articolo 93 del Codice, mira a promuovere una cultura della trasparenza e della responsabilità all'interno del Terzo Settore, valorizzando il principio di sussidiarietà.

Requisiti e Formazione dei Soggetti Incaricati

Il decreto stabilisce rigorosi requisiti per i soggetti incaricati dei controlli, prevedendo specifici percorsi formativi di almeno 40 ore con prova finale, esperienza triennale nel settore o appartenenza alle categorie professionali dell'articolo 2397 del codice civile. È inoltre previsto un sistema di aggiornamento continuo con corsi di almeno 20 ore ogni triennio, garantendo così la qualità e l'aggiornamento delle competenze.

Modalità di Svolgimento dei Controlli

I controlli si articolano in una fase documentale iniziale, basata sui documenti depositati nel RUNTS e su ulteriore documentazione richiesta all'ente. Qualora emergano necessità di approfondimento, è prevista la possibilità di effettuare controlli in loco presso la sede legale dell'ente o negli altri luoghi di svolgimento dell'attività, sempre nel rispetto del principio del contraddittorio.

Controlli Semplificati per Enti di Piccole Dimensioni

Il decreto introduce un regime semplificato per gli enti con entrate complessive non superiori a 60.000 euro annui, limitando il controllo ordinario agli aspetti più essenziali: denominazione e forma giuridica, composizione della base sociale, elementi statutari, attività diverse, bilanci, comunicazioni al RUNTS e cause di scioglimento.

Finanziamento del Sistema

Il decreto definisce un sistema di finanziamento parametrato alle dimensioni degli enti controllati, con importi che vanno da 50 euro per enti fino a 60.000 euro di entrate annue, fino a 500 euro per enti con entrate superiori al milione di euro. Le risorse, pari a 3,61 milioni di euro annui a decorrere dal 2025, sono ripartite tra anticipazione (60%) e saldo basato sui controlli effettivamente conclusi.

Disposizioni Transitorie

In sede di prima applicazione, il decreto prevede che nel primo triennio i controlli ordinari dovranno riguardare almeno il 55% degli enti iscritti nelle sezioni interessate del RUNTS. È inoltre prevista la possibilità per il Ministero di organizzare direttamente i primi corsi di formazione, in collaborazione con regioni, province autonome e associazioni rappresentative.

Impatto sul Sistema del Terzo Settore

Il sistema di controlli, bilanciando esigenze di trasparenza e responsabilità con la valorizzazione dell'autonomia degli enti, si propone di rafforzare la credibilità e l'efficacia del Terzo Settore nel perseguimento delle finalità di interesse generale, contribuendo così al consolidamento di quel modello di "amministrazione condivisa" che rappresenta una delle più significative innovazioni del Codice del Terzo Settore.

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DECRETO 7 agosto 2025 - Definizione di forme, contenuti, termini e modalità per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli enti del terzo settore. (222 KB) 222 KB